Degustando musica e vino (di Graziana Grassini)

Degustando musica e vino (di Graziana Grassini)

grassiniLaureata in Biologia all’Università di Pisa, Graziana Grassini meglio conosciuta come Lady Sassicaia, è tra i più affermati enologi a livello internazionale. Cura progetti importanti di creazione di nuovi vini o riscoperta di antichi vitigni e mette la sua passione e il suo sensibilissimo palato al servizio della creazione di vini dai sapori e profumi irresistibili.
Graziana ha partecipato in veste di spettatore ad alcune serate di CantinaJazz e in veste di sommelier ad alcune “commissioni di degustazione”, le abbiamo chiesto di descrivere sensorialmente le sue impressioni: questo è il suo contributo.

Musica e vino, ascoltare e bere, ci ispirano d’istinto una carrellata di ricordi.
Mi passano per la mente grandi civiltà passate, i fenici, gli etruschi,gli egizi, i greci, i romani …..
E le contaminazioni che queste civiltà si sono scambiate oltre a quanto hanno tramandato nella nostra cultura.
Alcune musiche come il Jazz mi fanno pensare al furore delle invasioni barbariche, ma anche al vino prodotto nei conventi e al suo mistico ingresso nella messa e alla musica d’organo che l’accompagna.
A strumenti come l’arpa e la lira, passando per otri ed anfore che sono anche essi strumenti di percussione, vado con la mente dai riti tribali fino agli strumenti a fiato che si usavano in guerra, ai canti e ai balli dopo la battaglia e a quelli per festeggiare la vittoria, fino alla musica che accompagna la morte.
Al brindisi della Traviata “ libiamo nei lieti calici….”, al Falstaff di Verdi…”il buon vino sperde le tetre fole dello sconforto e accende l’occhio e il pensier….”
Ascoltare musica degustando del buon vino è una esperienza multisensoriale.
Lo stimolo e gli impulsi che arrivano al nostro cervello dall’ascolto delle note è arricchito dalla scoperta del sapore delle qualità organolettiche dell’odore e dei profumi del vino.
Emozioni che necessitano della giusta atmosfera e del tempo per essere apprezzati e colti al meglio.
L’energia delle sette note e il penetrare percependole nelle qualità organolettiche del vino.
Una sala da concerti con la sua acustica e la giusta luce sono una sala di degustazione ideale e completa.